Antonella Sergio (Torino 1964) è un'artista che predilige esclusivamente l'argilla.
Nella sua bottega gli oggetti d'uso quotidiano sono rimodellati, attraverso sapienzale bravura, e decorati con
smalti semplici. L'utilizzo del colore nero che riveste totalmente il biscotto ceramico (al quale si aggiungono
soltanto lineari pennellate di bianco che generano piacevoli decorazioni geometriche) dona alle sue opere un alone
di antico, rintracciabile in molti suppellettili del VI secolo (d.C).
Inoltre, alcune forme proposte lasciano
supporre, a pieno diritto, che l'artista utilizzi un procedimento rintracciabile in Campania; e particolarmente
nelle zone del beneventano e del salernitano. Nell'anfora della vita (2004) sembra rivisitare appieno i bloccati
a segreto di Ariano Irpino.
Il mondo figurativo veicolato dalle produzioni di Antonella Sergio costituisce - sulla scia picassiana nella quale
si riconoscono molti lineamenti antropomorfi - la testimonianza estrema di una umanità che rifiuta le formule e le
modalità di una cultura ufficiale, e che affida il proprio messaggio ad oggetti dequotidianizzati, ovvero sottratti
all'uso quotidiano, in cui la funzione d'uso appunto e il valore simbolico subiscono una decisa frattura.
Antonello Tolve, La forma e l'oltre, ed. Plectica