Ouroboros

La fotografia di

Alfonso Elia

Alfonso Elia (Salerno 1967) è un fotoreporter che segue le orme di uno dei personaggi più originali della fotografia contemporanea, Cartier-Bresson. E non solo da un punto di vista strettamente compositivo ma anche teorico. Elia difatti cerca e coglie l'attimo della (e nella) realtà per spettacolarizzarlo, rendendolo immortale.
I suoi scatti sono sempre provvisti d'una leggerezza a dir poco eccezionale. E sono inoltre carichi di un'eticità che mette in campo problematiche di varia natura: dalla condizione dell'uomo contemporaneo avviluppato in città-panico (per dirla con Paul Virilio) alle bellezze che offre lo scenario naturale, dal cataclisma - è il caso del reportage organizzato durante l'alluvione di sarno - alla povertà di luoghi bisognosi d'aiuto.
(Nel 1998 ha svolto, durante una missione umanitaria in Algeria, un ricco lavoro il cui scopo di fu quello di contattare organizzazioni ed associazioni locali al fine di attuare scambi di medicinali, libri e matariale didattico e informativo con i villaggi della Kabilia Tissa e Amizour e la città di Bejaia, e inoltre verificare la possibilità di realizzare gemellaggi con le scuole delle province di Sa e Na).
Non è un caso dunque che le sue immagini esprimano violenza emotiva, dinamicità, urti improvvisi, o formidabili tagli legati alla liquidità, al riverbero, alla specularità, al sogno, al pulitissimo incanto della brezza primaverile.

Antonello Tolve, La forma e l'oltre, ed. Plectica

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